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INCONTRI: GUILLAUME ROSE.
Martedì 31 gennaio. (ft.©WSM/Colman).
Guillaume Rose, da poco alla guida della Direzione del Turismo e Congressi del Principato, ci accoglie per un’intervista nella quale presenta le linee principali della sua strategia. Analisi, considerazioni e progetti per lo sviluppo dell’attrattiva turistica di Monaco.
MCin: Guillaume Rose il Principato è ancora oggi visto come un luogo da sogno?
G.R.: Come spesso capita chi vive in un bel posto, con qualità eccezionali, è talmente abituato che non vede più la realtà che lo circonda. Monaco è sempre percepito all’estero come un luogo ricco di fascino e di magia e la missione della Direzione del Turismo è contribuire ad incrementare questa immagine. I turisti devono desiderare di venire qui, per passare delle vacanze da sogno.
MCin: Qual è la qualità principale che attrae il turista?
G.R.: Sicuramente l’accoglienza è il biglietto da visita più importante. Dalle indagini di soddisfazione eseguite sulla clientela, le risposte sono state molto positive; i nostri turisti sono stati contenti dell’accoglienza ricevuta. Non dobbiamo accontentarci si deve sempre migliorare!
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MCin: Non esiste neppure un neo, un punto grigio?
G.R.: Come ho detto tutto può essere migliorato, vogliamo eccellere nell’accoglienza anche per i turisti che vengono a passare solo una giornata nel Principato. Per questo stiamo facendo seguire una formazione specifica a guide ed hostess. Allo stesso tempo, attraverso diversi gruppi di lavoro, cerchiamo di trovare soluzioni per migliorare la possibilità di attrarre nuova clientela e riportare a Monaco quella che ha diminuito la sua presenza, come quella italiana. Gli italiani amano il Principato e lo apprezzano sempre molto. Per noi i turisti sono tutti uguali. Mentre cerchiamo di migliorare i nostri servizi per attirare i nuovi turisti quelli che arrivano da molto lontano: dall’Asia, dall’America latina, dall’India.
MCin: Un punto sul turismo d’affari.
G.R.: Abbiamo un’esperienza di 150 anni in questo settore. Servizi di grande qualità sempre pronti a soddisfare le richieste della clientela legata al mondo degli affari, dei congressi. Quello su cui dobbiamo lavorare è fare conoscere questa nostra specificità, perché ancora oggi molti Paesi non conoscono le nostre infrastrutture. A Monaco si può andare a piedi rapidamente ovunque, con un bus in 5 minuti ci si sposta da un quartiere all’altro. Abbiamo un eccezionale rapporto qualità/prezzo e naturalmente torno a ripetere la sicurezza. Tutto questo ci ha permesso di strappare diversi congressi per esempio a Barcellona.
MCin: Il settore delle crociere?
G.R.: Abbiamo fatto una scelta di mercato sviluppando il mercato premium e di lusso. Le navi sono di conseguenza più piccole di quelle che fanno crociere a livello medio ma con alte prestazioni. Nel 2010 abbiamo avuto un afflusso di croceristi pari a 400 mila unità, ore il mercato è in una fase di maturazione.
MCin: qual è il suo più grande desiderio per la destinazione Monaco?
G.R.: Vorrei che il Principato fosse riconosciuto nell’Europa del sud come oasi di pace e con una eccezionale e lussuosa qualità di vita.
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INCONTRO: FABIENNE MOUROU E LE CELLULE STAMINALI.
Lunedì 16 gennaio. (ft.WSM/Colman).
In occasione della conferenza sulle Cellule Staminali del cordone ombelicale, montecarlo in ha incontrato la dottoressa Fabienne Mourou, membro del Centre Scientifique e del Comitato Diocesano di Bioetica di Monaco.
Mcin: Dottoressa lei segue l'argomento da sempre, come si è appassionata a questa ricerca?
F.M.: Io sono laureata in farmacia, da molti anni mi interessato alla genetica e poi mi sono specializzata in bioetica medica; seguire lo sviluppo delle cellule staminali è stata una scelta naturale. Nel 2006 a Roma ho preso parte al 1° Congresso sulle cellule staminali adulte e del cordone ombelicale. Ho organizzato il 2° congresso che si è svolto a Monaco nel 2009 e mi occupo dell'organizzazione del terzo che si svolgerà in Vaticano dal 26 al 28 aprile prossimi.
Mcin: Dottoressa, da numerosi anni segue lo sviluppo di questo tipo di cellule, la ricerca sta facendo grandi passi avanti nel settore, cosa ci può dire?
F.M.: Nella ricerca devono esserci due qualità fondamentali: prudenza ed umiltà. La scienza avanza passo dopo passo, a volte anche con pochi risultati, poi all'improvviso si accende una luce che porta alla soluzione. I ricercatori non devono mai promettere il paradiso, anche se l'avvenire può essere dietro l'angolo, occorre tempo e la sperimentazione deve rispettare le sue tappe, bisogna sempre seguire il protocollo scientifico ed etico.
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La locandina della conferenza ne Principato.
Mcin: In quali settori sono già utilizzate?
F.M.: Le cellule staminali cominciano ad avere delle applicazioni sempre più ampie e danno risultati eccezionali in certi casi come la ricostruzione dei tessuti e la cura di alcune malattia ematologiche. L'obiettivo della Conferenza che si svolgerà a Monaco è quello di spiegare al pubblico cosa sono le cellule staminali del cordone ombelicale, lo sviluppo della ricerca e l'applicazione. Interverrà la professoressa Eliane Gluckman, specializzata nel trapianto di cellule staminali, che ha accettato di lavorare in collaborazione con il Centre Scientifique de Monaco, diretto dal professor Rampal. In particolare la professoressa, che ha eseguito 40 mila trapianti nel mondo, studierà la possibile applicazione delle cellule staminali per guarire l'anemia a cellule falciformi, una malattia ereditaria che altera l'emoglobina e che colpisce soprattutto la popolazione africana. Il Principato di Monaco, tramite la Cooperazione Internazionale Monegasca e diverse ONG, si occupa da tempo di sviluppare un polo sanitario per curare la popolazione della Mauritania e sostenere le persone colpite da questa malattia. Si tratta di un Paese in cui ogni anno nascono 300 mila bambini con questa malattia.
Mcin: Cosa si deve fare per conservare un cordone ombelicale dopo la nascita?
F.M.: Prima di tutto devo dire che la conservazione del cordone ombelicale è assolutamente etica, appoggiata anche dalla Chiesa. Al momento del parto, se l'ospedale è certificato per questo atto, vengo prelevati dal personale specializzato il cordone e la placenta. La quantità di cellule staminali all'interno variano da una persona all'altra. Il tutto viene esaminato per escludere qualsiasi malattia. Il cordone poi viene mantenuto all'interno di una banca nell'azoto a -130°.
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Mcin: L'ospedale di Monaco CHPG è già attrezzato per questa operazione?
F.M.: Non ancora purtroppo. Speriamo che si possa fare presto; in genere bisogna fare specializzare le ostetriche per il prelievo. Sarebbe ideale ci fosse anche la banca per la conservazione, ma occorerebbero dei finanziamenti, anche privati. Oggi i cordoni possono essere conservati nella banca più vicina a noi che si trova a Marsiglia.
Mcin: Le cellule staminali curano le malattie del sangue, quindi anche malattie come la leucemia, funzionano meglio del trapianto di midollo?
F.M.: Sicuramente. Sono più compatibili e raramente c'è possibilità di rigetto. Il malato viene trattato attraverso trasfusioni di sangue che contengono le cellule. Le staminali stanno dando i primi risultati anche nella cura di certe talassemie.
Mcin: In quali altri settori si fanno sperimentazioni cliniche?
F.M.: Sulla cura del diabete, del cancro, degli incidenti vascolari, della ricostruzione dell'osso, dei denti, della cornea, delle cellule nervose, del cervello. Tra tre o quattro anni ci sarà un grande sviluppo nel mondo per la cura di molte malattie.
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DUE DOMANDE AD ANDRE GARINO.
Lunedì 9 gennaio 2012. (ft.©Gouvernement/MC).
André Garino è il presidente del Consiglio di amministrazione dell’ospedale di Monaco, il Centre Hospitalier Princesse Grace (CHPG). Nominato nell’ottobre dello scorso anno, con un mandato di tre anni, si trova a ricoprire questo incarico in un periodo molto importante dal punto di vista sanitario per tutti i cambiamenti ed evoluzioni che ci saranno in questo settore.
MCin: Vuole ricordarci le funzioni del suo ruolo?
A.G.: Il Consiglio di Amministrazione definisce le direttive generali dell’amministrazione dell’ospedale, in particolare per quello che riguarda la creazione, la soppressione o la trasformazione di posti di lavoro; la creazione di reparti o la loro ristrutturazione; l’aggiornamento delle tariffe; l’assunzione deI personale medico; l’organizzazione delle apparecchiature mediche, la verifica delle proposte dopo riunioni consultive. Il CdA delibera sul budget e e controlla la gestione amministrativa e finanziaria dello stabilimento.
MCin: Quali programmi per il futuro?
A.G.: Oltre alle missioni che ci vengono direttamente affidate dall’Ordinanza Sovrana, il Presidente ed il suo CdA devono apportare la loro riflessione ed il parere esperto su diversi grandi dossier. Per i prossimi anni a venire al centro dell’attenzione saranno: l’apertura del Centro di Gerontologia Rainier III, il dossier pensioni, la certificazione del CHPG prevista per settembre 2013; la preparazione alle nuove tariffe applicate alla sanità; la costruzione del nuovo ospedale, la sostituzione di alcuni primari; l’evoluzione e l’organizzazione del polo Salute del Principato di Monaco.
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montecarloIN .. video Incontro col Prof. Valerio R. Albertini
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montecarloin .. video con Stefano Coletti
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Enzo Zanotti festeggia i 55 anni al Gruppo ES-KO.
Lunedì 6 giugno. (ft.©WSM/Colman).
Enzo Zanotti è il papà della ES-KO, la società monegasca specializzata nella logistica internazionale, uno dei gruppi più importanti al livello mondiale in questo settore. I principali clienti della ES-KO sono le Nazioni Unite, i Governi e le associazioni umanitarie. Montecarloin.net ha incontrato Enzo Zanotti, genovese, un uomo simpatico con un ricco patrimonio da raccontare.
MCin: Come è nata l’idea di creare la ES-KO?
E.Z.: Bisogna partire da molto lontano. Ero molto giovane e lavoravo come assistente di direzione per una società di Liverpool che si occupava di approvigionamenti marittimi. Nel 1955 divenni socio di una società norvegese con sede a Rotterdam dello stesso tipo e divenni amministratore delegato della sede italiana che aprii a Genova. Contemporaneamente nelle due città creai la S.K. società di catering complementare agli approvigionamenti. Abbiamo iniziato sviluppando e diversificando l’attività, andando a rifornire le società che lavoravano in Africa e gestendo i loro magazzini; la società cambiò nome e nel 1959 divenne ES-KO.
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MCin: quando è avvenuto il grande cambiamento?
E.Z.: Negli anni 60. Ho creato un nuovo concetto perché mi sono detto che le società che rifornivamo di alimentari avevano anche altre esigenze; oltre il catering dovevamo essere in grado di fornire servizi logistici. Siamo l’unica azienda che ha rifornito 56 eserciti di diverse nazioni. Collaboriamo con le Nazioni Unite e siamo giunti a rifornire picchi di 70 mila soldati durante il conflitto del’ex Jugoslavia.
MCin: Quando il trasferimento a Monaco?
E.Z.: Ci siamo trasferiti nel Principato di Monaco nel 1976. Oggi la ES-KO è leader del settore; siamo in grado di fornire in poco tempo materiali diversi: per ospedali, catering e tutto ciò che occorre alle organizzazioni internazionali ed in particolare agli eserciti (la ES-KO attualmente è presente in Afghanistan e in altri Paesi) per soddisfare tutti i bisogni anche in zone sperdute. Oggi siamo in grado di ricreare interi quartieri, addirittura con case e giardini e piccole palestre. Abbiamo soluzioni per tutti i progetti. ES-KO collabora attivamente anche con la Direzione della Cooperazione Internazionale Monegasca; nel caso del terremoto ad Haiti siamo intervenuti subito portando gli aiuti necessari. Recentemente abbiamo organizzato la serata annuale della società, destinata in particolare a ringraziare il personale che si trova ad operare nel mondo ed a premiare i più fedeli collaboratori. ES-KO ha sedi in tutta Europa ed una vasta organizzazione che comprende uffici in Africa, Arabia Saudita, Croazia, Macedonia, Gran Bretagna, USA, Ucraina.
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Uno dei campi realizzati da ES.KO.
MCin: Quest'anno l'Amministratore Delegato della ES-KO, Franco Zanotti, suo figlio, ha avuto l'onore e il piacere di premiarla, come presidente e fondatore della vostra società. 55 anni da presidente del gruppo che ha contribuito a fare di questa società monegasca una delle ditte più importanti e rispettate a livello mondiale. Ha ricoperto molti altri posti di responsabilità anche in seno di altre società contemporaneamente. Cosa desidera ancora?
E.Z.: Sono riuscito a realizzare tutto quello che volevo e sempre con grande entusiasmo. Ho avuto una vita ricca di soddisfazioni e con una bella famiglia. Si deve continuare solo su questa strada e per farlo occorre stare sempre attenti alle necessità del prossimo, lavorare a stretto contatto con le popolazioni locali in cui andiamo, per questo ci serviamo di collaboratori sul posto.
www.es-ko.com
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Intervista ad Henry Fissore sul suo nuovo incarico.
Lunedì 28 febbraio. (ft.©WSM/Colman).
Tra le linee guida tracciate da S.A.S. il Principe Albert II nella Feuille de Route consegnata al al Ministro di Stato, c’è anche la creazione di una carica che si occupi dello sviluppo delle attività nel Principato.
Montecarloin.net ha incontrato l’Ambasciatore Henry Fissore titolare di questa carica. MCin: Ambasciatore, in cosa consiste esattamente la sua missione? H.F.: Michel Roger, Ministro di Stato, ha annunciato lo scorso mese di ottobre una serie di misure destinate a rinforzare le attrattive del Principato. Tra le azioni da mettere in pratica in tempi rapidi, figurava la designazione presso il Capo del Governo, di una personalità incaricata di seguire ed accompagnare il processo d’installazione a Monaco di imprese e privati ad alto. La mia missione è direttamente legata al Ministro delle Finanze e dell’Economia con l’appoggio della Chambre de Développement Economique, del Club des Résidents Etrangers di Monaco e del Monaco Ambassadors Club. Nella lettera di missione è anche precisato che posso avvalermi della collaborazione del Dipartimento dell’Interno e di quello degli Esteri oltre che alla rete diplomatica e consolare del Principato all’estero. All’atto pratico la mia missione consiste nell’essere il contatto iniziale -a livello dell’Amministrazione- per un investitore ad alto potenziale, rispondere alle sue domande e costituire un primo grado di accoglienza ufficiale. Io non cerco investitori e non prospetto le qualità del Principato, sono avvicinato da professionisti di Monaco e dai membri del Corpo Diplomatico e consolare che mi raccomandano alcuni interlocutori. Il mio ruolo è quello di facilitare ed assistere nel processo amministrativo l’installazione delle persone fisiche e morali.
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Henry Fissore durante una conferenza a CREM.
MCin: Sono passati quattro mesi dal suo incarico, in questo periodo quanti dossier ha esaminato?
H.F.: Ho avuto molti incontri con persone interessate, che vorrebbero aprire nuove attività a Monaco, a cui ho spiegato il funzionamento del Principato. Fino ad oggi dodici dossier sono in fase di preparazione, il 50% delle domande è già attivo (richiesta di residenza e domanda di apertura d’attività). Due dossier sono estremamente interessanti sul piano economico e riguardano persone fisiche che vogliono trasferirsi a Monaco così come la casa madre del loro gruppo oppure la loro family office (una delle operazioni più incoraggiate dal governo).
MCin: Tra i punti da migliorare nell’Amministrazione ci sono i tempi di attesa per le risposte alle domande di attività. Esiste una semplificazione?
H.F.: La riduzione d’attesa è diventata prioritaria. Si è passati da 3 a 1 mese per una domanda che riguarda l’apertura di società, salvo casi complicati.
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MCin: Cosa pensa della nomina di Marco Piccinini al Ministero delle Finanze e dell’Economia?
H.F.: Conosco Marco Piccinini da molti anni ed ho con lui un legame di amicizia e stima, sa che può contare sulla mia collaborazione. L’arrivo al Dipartimento delle Finanze di una personalità proveniente dal settore privato contribuirà ad un ulteriore sforzo verso la semplificazione amministrativa e alla riduzione dei tempi d’attesa nell’istruzione della domanda. L’origine, l’esperienza e le competenze di Marco Piccinini saranno molto utili per regolare le questioni economico-finanziarie soprattutto per quanto riguarda gli accordi bilaterali con i nostri vicini transalpini.
MCin: Ambasciatore, manterrà i suoi incarichi diplomatici?
H.F.:Continuerò ad essere ambasciatore non residente del Giappone e dell’Australia fino alla nomina del mio successore. Il governo mi ha chiesto di mantenere la carica di ambasciatore non residente in Portogallo.
MCin: Come vede il futuro del Principato?
H.F.: Per superare una crisi economica occorre sicuramente la stabilizzazione del mondo economico e politico. La nostra fortuna è che il Principato è piccolo ed abbiamo stabilità politica e sociale, inoltre le finanze dello Stato sono sane. Vedo il futuro con ottimismo ma con grande impegno da parte di tutti.
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Claudio Marzocco un ingegnere davvero speciale.
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Martedí 11 Gennaio 2011. Claudio Marzocco (in piedi) circondato da fratelli e figli (ft.©D.R.).
Montecarloin.net ha incontrato l’imprenditore edile Claudio Marzocco che assieme ai fratelli Paolo e Luca e ai figli Daniele e Niccolo' guida il Gruppo Marzocco che dà lavoro a circa 100 persone. Marzocco non ama essere definito costruttore, per lui il vero costruttore fu suo padre Domenico che fondó questa dinastia di imprenditori che di generazione in generazione hanno ampliato il gruppo a “conduzione familiare” come ama dire Claudio Marzocco.
MCin: Ingegnere, se lei non è un costruttore come si definisce?
C.M.: Io sono un ingegnere anomalo, forse più architetto che ingegnere. Ho una vera passione per il creare, in tutti i suoi passaggi. Non posso stare fermo. In qualunque luogo dove io vado vedo subito qualcosa da fare o da cambiare. Mi piacciono l’armonia e le proporzioni e adoro tutta la parte della promozione immobiliare.
MCin: Che differenza c’è con suo padre?
C.M.: Mio padre aveva il sogno di divenire un grande costruttore e passo dopo passo l’ha realizzato. Noi, con i miei fratelli ed i nostri figli e nipoti, abbiamo proseguito il suo cammino ed abbiamo ampliato l’attività. Siamo originari del Friuli; mio padre negli anni ’60 si trasferí a Sanremo dove inizió la sua attività per poi trasferirsi nel Principato, terra in cui c’era ancora molto da realizzare.
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MCin: Ed infatti avete costruito molti immobili di prestigio, non solo in Italia e a Monaco ma anche in Francia. Qual è il lavoro di cui va più fiero?
C.M.: Mi piace tutto quello che abbiamo realizzato. L’ultimo però è quello che mi entusiasma di più: la progettazione prima di tutto e poi via via fino alla realizzazione finale.
MCin: Nel 2014 ci sarà la consegna della Tour Odeon, un grande cantiere, che dà lavoro a moltissime persone ma che ha causato anche tante polemiche!
C.M.: Come le spiegavo, quando io vedo un terreno immagino immediatamente cosa potrei realizzare. Una cosa a cui non penso mai è il denaro ma al progetto che deve essere creato e alla sua forma. All’Annonciade ho immaginato subito questo tipo di costruzione: immobile di altissimo standing, 49 piani ad uso residenziale, per un totale di 70 mila m² e 10 piani di infrastutture per un totale di altri 30 mila m². Vista panoramica per tutti gli appartamenti, servizi unici e tutti i confort che si possano immaginare, un concetto residenziale inedito per il Principato, un po' stile condominio all'americana. Visto l'importanza del progetto, soprattutto per l'economia monegasca, non ho voluto che fosse la nostra società a costruire l’immobile ma il costruttore numero 1 nel mondo, la Vinci Construction. La Tour Odéon sarà l’edificio più alto di Monaco ed il quarto edificio più alto d’Europa.
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(ft.©WSM/Colman).
MCin: Ingegner Marzocco ha un sogno nel cassetto?
C.M.: Io sono un sognatore, come le ho detto la mia testa è sempre in progettazione. Devo premettere che amo profondamente il Principato di Monaco che offre molto a chi ci vive. Un’alta qualità della vita, una vita semplice, un clima eccezionale, la sicurezza, ottime scuole, tutto però si può migliorare. Il Principato ha bisogno di nuove attrative. Un po’ di tempo fa ho ideato un progetto per creare un simbolo con cui identificare il Principato. Il mio mito è Gustavo Eiffel. Fu geniale con la creazione della Torre, all’epoca fu molto criticato ma lui aveva ragione e realizzò quello che è diventato il simbolo di Parigi.
MCin: Cosa aveva ideato come simbolo per Monaco?
C.M.: Nel 2005 ho progettato un quartiere nuovo al Larvotto che prevedeva una costruzione molto alta che somigliava ad una vela, in cima alla quale ci sarebbe stato l’8° Museo Guggenheim, la sede europea della Columbia University e il Museo Ferrari. Avevo già anche preso contatti con le diverse direzioni per capire se il mio progetto era realizzabile e tutti si erano detti entusiasti. All’interno del nuovo quartiere sarebbe sorto anche il Centro della Pace, un punto di preghiera per le diverse fedi. Il progetto perfetto. Nel mondo c’è molta concorrenza, cose da vedere, offerte turistiche. Io mi sono chiesto perché un turista deve venire a Monte-Carlo? Se noi realizziamo un simbolo del Principato, verranno da tutto il mondo per vederlo. Come accadde per la Tour eiffel. Era il progetto perfetto e non ce ne sono due! Lo presentai al governo ma mi fu detto che era un po' troppo audace e rivoluzionario per il Principato! Poi venne il bando di concorso per la costruzione del quartiere sul mare alla quale partecipammo e vincemmo ex-aequo. Ma poi a causa della crisi economica internazionale non se ne fece nulla e con i problemi che ci sono stati nel mondo sicuramente il Principe Alberto ha preso la decisione giusta ed è stato forse meglio cosí.
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